Museo/Monumento

Villa Morosini - Lucheschi

Descrizione
La villa fu residenza di un ramo della famiglia dogale Morosini di Venezia. La villa patrizia è adagiata tra morbide colline ai lembi meridionali del Comune di Colle Umberto in località Valforte. La vicenda, che interessa questo complesso, risale all'epoca dalla caduta della Repubblica di Venezia, nell'anno 1797, per opera di Napoleone. Nel mezzo di quei disordini e cambiamenti di potere che ne derivarono, il patriziato veneziano tese a ritirarsi in zone appartate. Una schiatta dei Conti Morosini scelse di abitare a Colle Umberto nella parte meridionale delle colline, in un anfiteatro naturale fra una rigogliosa vegetazione. Poco tempo dopo il 1797 costoro arrivarono a Colle e si stabilirono inizialmente nelle case coloniche di Tomasella (poi ridimensionate e restaurate nel 1975 daonate e restaurate nel 1975 dal Dott. Maurizio Lucheschi nelle attuali disposizioni). In seguito si trasferirono in un luogo più basso, l'attuale villa gentilizia, nei primi anni dell'800, ricavando la loro residenza da un precedente monastero di frati che vi si trovava fin dal '600, su disegno dell'architetto De Boni di Feltre, lo stesso che progettò l'attuale chiesa arcipretale del capoluogo. Nel 1850, quando la villa fu acquistata dai Conti Lucheschi, essa venne completata con la costruzione di nuovi corpi di fabbrica, tra cui due barchesse. Nei tempi successivi continuarono i miglioramenti della villa, definendola nel suo bell'aspetto moderno. Per circa un anno, dall'ottobre 1917 all'ottobre 1918, la villa fu requisita a sede del comando supremo austroungarico dell'aviazione, munita di rifugi antiaerei ed alimentata da un impianto idrico ricavato da un laghetto naturale attiguo, poi prosciugato. Nell'offensiva del Piave, nel giugno del '18, fu più volte bersagliata dalle cannonate italiane le quali esplosero per fortuna sulle colline di Castello Roganzuolo, senza danneggiarla. A guerra finita, col rientro dei Lucheschi, il complesso monumentale fu integralmente restaurato con notevoli lavori, che durarono fino al 1924, durante i quali fu rinvenuto per caso l'antico cimitero dei frati (ne furono trovati ancora nelle proprie bare) e decorate le barchesse dal pittore della zona Vittorio Casagrande, dello "Paiutta". L'imponente Villa patrizia Morosini - Lucheschi, osservata nella sua interezza, ricorda lontanamente l'architettura delle ville palladiane, anche se costruita in epoca neoclassica, ancor più avvalorata dalla rigogliosa vegetazione e da solenni viali di cipressi che la incorniciano. La villa è catalogata tra le "ville venete" ed è sotto la dipendenza della Sovrintendenza artistica di Venezia.

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